8 persone su 10 a sono a rischio glaucoma ma il covid ferma le visite di controllo e prevenzione.

E' l'allarme lanciato dall''Associazione Medici Oculisti che segnala come il covid abbia fermato il paese ma non la patologia.

Le visite oculistiche regolari a cui si dovrebbero sottoporre le persone a richio glaucoma tendono ad essere rimandate a tempi migliori ma il rischio è quello di peggiorare la situazione e perdere il campo visivo senza nemmeno accorgersene. La malattia purtroppo nelle sue fasi iniziali può spesso passare inosservata e quando iniziano a presentarsi i primi segnali l'integrità dell'occhio è ormai compromessa.
Nel nostro paese ne soffrono oltre un milione di persone tra i 40 e gli 80 anni ma il dato più preoccupante è che la metà non sa ancora di esserne affetta. Se pensiamo che questa malattia è la seconda causa di cecità irreversibile nel mondo è facile capire quanto debba preoccupare una mancata diagnosi precoce, soprattuto in una popolazione come quella italiana dove l'età media è molto elevata.
In questo scenario disastroso vogliamo ricordare che un'approfondita e completa visita oculistica (con controllo del fondo oculare, campo visivo e pressione oculare) può portare ad una diagnosi tempestiva e fermare l'avanzata della patologia.

E i più "giovani"?
La Società Oftalmologica Italiana consiglia una visita oculistica a 40 anni, e successivamente una visita ogni 4 anni fino ai 50 anni. Dopo i 50 anni una visita oculistica ogni 2 anni. Questo non vuol dire che i giovani debbano sentirsi lontani dal problema, infatti nell'attesa possono sicuramente svolgere un grande servizio verso i propri cari più anziani sensibilizzandoli sull'importanza di una diagnosi precoce e magari prendendo per loro un appuntamento.
Un impegno ed un'attenzione che si ripagheranno nel futuro, vedrete!


Lo staff di Circuito Salute